Chi siamo

IL PROGETTO

Il Circuito Tazio Nuvolari è situato a Cervesina, in provincia di Pavia, in una posizione altamente strategica, collocata all’incrocio degli assi autostradali Milano-Genova e Torino-Piacenza. Il progetto nasce dall’idea di un imprenditore oltrepadano, Giorgio Traversa: grande appassionato di motori ed estimatore dell’indimenticato campione Tazio Nuvolari, ed è infatti proprio al pilota mantovano che Traversa decide di intitolare il Circuito. Il Nuvolari si rivolge alle massime categorie, sia a due che a quattro ruote. Il tracciato è infatti progettato per ospitare sia la Superbike che la GP2. Grande attenzione quindi alla sicurezza: in ogni punto del tracciato le vie di fuga consentono, a chi dovesse uscire di pista, uno spazio tale da arrivare con velocità prossime allo zero, all’eventuale contatto con le barriere.

Queste caratteristiche, unitamente alla favorevole posizione geografica, fanno di questo impianto il nuovo riferimento per gli appassionati di motori del nord Italia..e non solo: si pensi ad esempio alla vicina Svizzera e a tutti quei piloti ticinesi che già oggi frequentano altre piste simili.

“In pista da 100 anni..” da Italia Più, Sole 24 Ore

«Poco distante c’è il placido, ma possente fiume Po, che osserva con tranquillità questa nuova opera, tanto diversa dai campi coltivati che lambiscono il suo argine: proprio in aperta campagna trova la sua collocazione, nel comune di Cervesina, in provincia di Pavia, il circuito di velocità per la corsa in sicurezza di auto e moto fortemente voluto da Giorgio Traversa, che spiega: “Non so indicare quando mi è nata la passione per le corse; credo sia sempre stata dentro di me. Inoltre, il lavoro che la mia famiglia porta avanti da ormai un secolo – costruzione di strade, fognature e acquedotti, movimenti terra, produzione di inerti, conglomerati bituminosi e calcestruzzi, costruzione d’impianti sportivi, ecc – è affine all’attività necessaria per eseguire le opere di completamento della pista da corsa”. Giorgio Traversa è l’ultimo titolare – in ordine di tempo – di un’impresa che nasce a inizio Novecento dall’impegno di Annibale Traversa, classe 1899. Annibale incomincia l’attività di carrettiere in giovanissima età, trasportando la ghiaia dalle anse del Po ai cantieri del pavese. Nel secondo Dopoguerra, per la precisione nel 1951, ecco nascere la “Traversa Annibale autotrasporti”, che vent’anni dopo, nel 1972, diventerà “Traversa Calcestruzzi e Strade”, con i figli Renato, Sergio e Vincenzo. Oggi, l’impegno di portare avanti la dinastia e l’impresa di famiglia è affidato al figlio di Vincenzo, Giorgio Traversa, che ha deciso di festeggiare i 100 di fondazione dell’azienda con, appunto, la realizzazione del circuito. L’impianto nasce in una posizione particolare: sul terreno, prima, era ubicato un laghetto con la cava di estrazione; è poi seguito un laghetto per la pesca sportiva. Finalmente è venuto il momento di rendere davvero utile questo appezzamento, che oggi dall’elicottero mostra già tutta la maestosità di una vera pista da corsa. La posizione del circuito è altamente strategica, essendo collocata all’incrocio degli assi autostradali Milano-Genova e Torino-Piacenza, a una manciata di minuti dai caselli autostradali di Casei Gerola e di Voghera. Essendo Giorgio Traversa un estimatore dell’indimenticato campione Tazio Nuvolari, è venuto naturale dedicare e intitolare proprio al pilota mantovano il circuito. Il Nuvolari si rivolgerà alle massime categorie, sia a due che a quattro ruote. Le omologazioni per le quali il circuito, lungo 2.804 metri, è stato progettato, permetteranno infatti l’utilizzo della pista anche alle moto di categoria Superbike e ai prototipi Gp2. Le uniche categorie escluse rimangono F1 e MotoGp, una scelta dettata principalmente dalle restrizioni regolamentari che impedirebbero comunque a queste categorie di svolgere liberamente test, al di fuori di quelli programmati dagli organizzatori dei rispettivi campionati. La pista si presta a essere il luogo per test di vetture e moto delle categorie più varie: questo grazie alla varietà di curve presenti, unita alla notevole velocità di punta raggiungibile nel rettilineo principale. La sicurezza è uno degli elementi su cui Traversa non ha voluto transigere: in ogni punto del tracciato le vie di fuga consentiranno, a chi dovesse uscire di pista, uno spazio tale da arrivare all’eventuale contatto con le barriere con velocità prossime allo zero. Sono state infatti predisposte abbondanti vie di fughe asfaltate, che permetteranno anche ai piloti meno esperti di correggere errori di traiettoria, prima di finire nelle altrettanto ampie vie di fuga in ghiaia. Parlando di piste da velocità, va ricordato che non esistono circuiti sicuri al cento per cento. È stata quindi predisposta una struttura finalizzata al pronto intervento e primo soccorso che pochi impianti al mondo possono vantare: tutta la pista è accompagnata da una doppia strada, interna ed esterna, destinata alla percorrenza veloce dei mezzi di soccorso. Questo percorso è collegato direttamente a un centro medico attrezzato anche per la rianimazione, con accesso diretto alla piazzola dell’elisoccorso. Anche le ambulanze possono contare su una corsia riservata che dal centro medico permette immediata evacuazione del paziente dall’impianto. La pista è di media lunghezza, ma l’impianto non ha nulla da invidiare alle grandi strutture: le aree paddock hanno uno sviluppo complessivo di quasi 30.000 mq. A quello principale, interamente asfaltato e dotato di un impianto di smaltimento e depurazione acque all’avanguardia, si affacciano 29 box di 70 mq, tutti comprensivi di bagno con doccia. Sono poi presenti, accanto agli uffici, una sala stampa, una sala briefing, salette hospitality e terrazze riservate. Chiudono poi la dotazione per il pubblico una tensostruttura, posta nell’area verde adiacente al paddock principale, e ampi spazi per il pubblico lungo il tracciato, tra i quali due collinette, poste centralmente, che permettono una visuale senza pari di tutto il circuito. Particolare sarà poi il bar ospitato all’interno di una carrozza di treno, che un tempo percorreva la tratta Svizzera-Germania. I lavori del cantiere, iniziati nella prima metà del 2011, sono oggi sono alle fasi finali. Dopo un breve rallentamento nei lavori causato dalla primavera troppo piovosa, per l’autunno è prevista l’apertura della pista per test privati, ai quali verranno invitate le case costruttrici, i team e i media del settore; nel 2014 la pista verrà ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico. Seguiranno poi, a omologazioni assegnate, le prime competizioni: prima quelle nazionali, per le due e quattro ruote, poi i trofei e i campionati internazionali.»


Tratto dalla rivista Italia Più, Settembre 2013 – Edizioni Il Sole 24 Ore Business Media, distribuito in Direct Mailing e in edicola con “Il Sole 24 Ore”

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