Il pilota più audace di tutti i tempi. Campione su due ruote e su quattro, dominatore degli anni '30, leggenda immortale del motorsport italiano.
"Non è un maestro: i maestri si possono imitare. Nuvolari no."Achille Varzi — suo eterno rivale
Nasce nel 1892 a Castel d'Ario, muore nel 1953 a Mantova. In mezzo: la carriera più straordinaria che il motorsport abbia mai visto. Pilota di moto prima, di auto poi, dominatore assoluto di un'epoca intera.
La carriera inizia nel 1920 sulle moto, con la licenza ottenuta a 28 anni. Il debutto in auto arriva nel 1921 a Verona — e coincide subito con una vittoria. Già nel 1922 è Campione mantovano, poi conquista il Giro dell'Emilia e il Circuito del Piave.
Nel 1927 fonda una propria scuderia con una Bugatti acquistata di tasca sua. È già un fuoriclasse — ma il meglio deve ancora venire.
Ingaggiato dall'Alfa Romeo, nel 1930 vince la Mille Miglia diventando il primo pilota a concluderla a oltre 100 km/h di media. La leggenda vuole che avesse percorso l'ultimo tratto a fari spenti per sorprendere il rivale Varzi.
Nello stesso anno vince l'Ulster Tourist Trophy e inaugura una serie di successi con la Scuderia Ferrari di Enzo Ferrari.
Il 1932 è l'anno più brillante della carriera. In aprile vince il Gran Premio di Monaco, a maggio la Targa Florio, a giugno il Gran Premio d'Italia, a luglio quello di Francia. In estate riceve da Gabriele D'Annunzio una piccola tartaruga d'oro.
La dedica recita: "all'uomo più veloce, l'animale più lento". Un simbolo che lo accompagnerà per sempre.
Il 28 luglio 1935, al volante di una Alfa Romeo con soli 265 CV, Nuvolari batte le Mercedes da 430 CV e le Auto Union da 375 CV al Gran Premio di Germania sul Nurburgring. Gli organizzatori tedeschi non avevano previsto la sua vittoria: manca persino il disco con l'inno italiano.
Considerata da molti la più grande impresa della storia del motorsport, rimane il simbolo eterno della sua grandezza.
«All'uomo più veloce,
l'animale più lento.»
Gabriele D'Annunzio — dedica incisa sulla tartaruga d'oro, 1932
Nel 1932, dopo la vittoria al Gran Premio di Monaco, il poeta e vate Gabriele D'Annunzio fa recapitare a Nuvolari un dono insolito: una piccola tartaruga d'oro. L'incisione sulla base, ironica e profonda al tempo stesso, diventa il sigillo della sua leggenda.
Da quel momento Nuvolari non si separa mai dalla tartaruga. La porta con sé in ogni gara, la espone sul cruscotto delle sue vetture. Diventa il suo amuleto, il suo simbolo, il suo contrappunto beffardo alla velocità assoluta che lo contraddistingue.
Quando nel 1972 nasce il circuito a Cervesina, la scelta del nome è un omaggio a tutto questo: non solo al pilota, ma al simbolo — alla tartaruga che accompagnò l'uomo più veloce del mondo.
Le vittorie internazionali più significative di una carriera senza eguali. In rosso: il Gran Premio di Germania 1935, considerata la più grande impresa della storia del motorsport.
Tazio Nuvolari non fu semplicemente un grande pilota. Fu un artista del movimento, un uomo capace di trasformare ogni gara in un’impresa memorabile. Il suo storico rivale Achille Varzi disse di lui che non poteva essere considerato un maestro, perché i maestri si possono imitare. Nuvolari no.
Ciò che lo rende il simbolo perfetto per questo Circuito è qualcosa di ancora più specifico: Nuvolari fu grande su due ruote e su quattro. Prima motociclista d’élite, poi automobilista leggendario, dominò entrambe le discipline con lo stesso stile inconfondibile, fatto di audacia, istinto e una determinazione che sembrava andare oltre i limiti del possibile.
In totale, nelle corse in circuito, fece registrare non meno di 101 volte il giro più veloce: 42 in moto e 59 in auto. Numeri che nessuno aveva mai raggiunto, e che difficilmente qualcuno raggiungerà.
Questa doppia anima — la moto e l’automobile, la velocità nelle sue due forme più pure — è esattamente lo spirito che anima questo Circuito. Scegliere il suo nome significa scegliere un valore: la passione per i motori senza confini, senza distinzioni, così come la visse e la incarnò il Mantovano Volante.
Cervesina, Pavia. 5.260 metri, sei configurazioni omologate FMI e ACI Sport. Il circuito che porta il suo nome è pronto ad accoglierti.
Nivolino
480 mt
Configurazione
2.805 mt + 2.454 mt
Utilizzabili contemporaneamente, con accessi, paddock e box indipendenti
Omologazioni (2.805 mt):
FMI: VELOCITÀ GRADO A
2° LIVELLO
ACI Sport: GRADO 2 NAZIONALE
Omologazioni (2.454 mt):
FMI: VELOCITÀ GRADO A BASE
ACI Sport: GRADO 2 NAZIONALE
Configurazione
4.667 mt
Configurazione
4.675 mt
Configurazione
5.260 mt
FMI
VELOCITÀ GRADO A 2° LIVELLO
Configurazioni:
5260 – 4675 – 4667 – 2804
VELOCITÀ GRADO A BASE (ALLENAMENTO)
Configurazioni:
2453 – 1790 – 910
QUASER
UNI ISO: 20121:2024
Gestione di impianto sportivo polivalente
QAID
UNI ISO: 14001:2015
Gestione dell’autodromo e organizzazione di eventi in ambito automobilistico e motociclistico
Management of the racetrack and organization of car and motorbike events
Scarica la Certificazione
UNI EN ISO 14001:2015
ACI SPORT
GRADO 2 NAZIONALE
Configurazioni:
5260 – 4675 – 4667 – 4152 – 2804 – 2453